Antonio Marra
Pediatra

Laureato in medicina e chirurgia nel luglio 1976 presso l’Università degli Studi di Torino, ha scelto di fare il pediatra e si è specializzato in Pediatria nel luglio 1979.
Dopo un primo periodo di lavoro al Regina Margherita, dall’aprile 1980 ha cominciato a lavorare presso il reparto di Pediatria dell’ospedale di Moncalieri.
Prima come giovane assistente, poi come responsabile della struttura semplice di neonatologia e terapia intensiva neonatale e poi, dal 2011 fino al pensionamento nel 2021, come direttore della struttura complessa di Pediatria e Neonatologia.
Dal 2010 al 2013 è stato presidente della sezione piemontese della società italiana di neonatologia.
A tutt’oggi è presidente dell’associazione “Amici della neonatologia di Moncalieri” ONLUS.
Ha svolto attività di docente in numerosi corsi di rianimazione neonatale, in svariati corsi di sostegno all’allattamento al seno, ha tenuto lezioni di Pediatria nell’ambito del master di perfezionamento in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza presso la scuola di psicoterapia cognitiva.
Ha partecipato in qualità di relatore a numerosi corsi e convegni di Pediatria e Neonatologia.
Ha sempre pensato che il pediatra non abbia soltanto il compito di curare le malattie dei bambini ma che debba svolgere un compito altrettanto importante che è quello di aiutare la madre a diventare sempre più esperta nella relazione col proprio figlio.
In tale ottica ha avuto la fortuna di avviare insieme ad altre colleghe una bellissima rivoluzione presso il reparto di pediatria di Moncalieri:
Tra i primi in Italia nel 1981 hanno infatti avviato il rooming in in neonatologia, un forte sostegno all’allattamento al seno, la presenza 24 ore su 24 dei genitori in terapia intensiva neonatale, aperto ad ambedue i genitori la presenza in PS pediatrico, reso possibile la presenza di un genitore 24 ore su 24 accanto ai bimbi ricoverati in Pediatria e portato l’età di accesso al nostro reparto fino all’età di 18 anni prendendosi carico delle problematiche adolescenziali.
Parallelamente ha svolto da sempre un’ attività di libera professione, diventando spesso un’amico delle famiglie, tanto che alcune bambine curate in passato, diventate poi mamme, portino oggi a visitare i loro figli.
E’ evidente, quindi, che fare il medico, e soprattutto il pediatra, presuppone una formazione umanistica che possa permettergli di entrare nelle relazioni famigliari con una buona dose di empatia e capacità relazionale per poter essere d’aiuto.
Tutto ciò presuppone che ogni visita necessiti di spazio e tempo tali da permettere alla mamma di essere ascoltata ed accolta come passo iniziale fondamentale prima del puro atto medico.


