Marika Lovecchio
Psicologa
Nata a Torino ed è una psicologa clinica.
Nel suo lavoro ha trovato una sorta di certezza, in quanto non avrebbe mai voluto né saputo fare altro nella vita. Si descrive come una “coperta di patchwork”, utilizzando strumenti diversi per mantenere il proprio cuore sempre felice e vivo. Nella sua cassetta degli attrezzi ci sono parole, sensibilità, empatia e storie, e considera la fragilità e la vulnerabilità umana come grandi potenzialità creative.
Dal 2016 ad oggi, si occupa principalmente di adolescenti, giovani adulti, donne, madri e supporto alla genitorialità. La sua attività clinica come psicologa è stata accompagnata per molti anni dal lavoro a scuola, come insegnante di sostegno in diversi ordini di grado, fino a decidere di fermarsi nelle scuole secondarie di secondo grado. Dal 2021 svolge solo più la libera professione come psicologa, mentre a scuola lavora su un progetto di mentoring e supporta studenti con difficoltà motivazionali e a rischio di dispersione scolastica.
Nel 2020, ha concluso la formazione in Naturopatia Infantile, poiché ha sempre nutrito un profondo interesse per la medicina naturale. Il suo intento è quello di accompagnare i genitori nell’ascolto profondo dei sintomi dei loro figli, per aprirsi a un dialogo autentico e amorevole con loro, e di sostenere i bambini, fin dalla prima infanzia, nella costruzione di un’esistenza libera e armonica. Il suo sguardo è rivolto verso l’essere umano nella sua interezza, comprendendo la mente, il corpo e la loro complessità.
Nel 2021 è diventata madre di una bambina. Insieme a lei, ha dato vita a nuove versioni di sé stessa e ha iniziato ad approfondire la psicologia della maternità, diventando facilitatrice di cerchi di mamme e intraprendendo un percorso nella psicologia perinatale. Oggi, sente un profondo desiderio di accompagnare e sostenere le donne nel viaggio trasformativo della maternità, creando “villaggi” intorno alle mamme, dove poter tessere reti di relazioni, trovare abbracci, carezze e nutrimento. Perché, come sostiene, per nutrire un bambino, è essenziale che qualcuno nutra la madre.


